Prima dell'era industriale, la conoscenza viaggiava su fibra di canapa. Scopri perché i documenti più importanti del mondo sono stati scritti su questo materiale indistruttibile e come la sua purezza ha sconfitto il tempo.
La storia della carta comincia in Cina nel 200 a.C., dove la canapa era la fibra regina grazie alla sua incredibile robustezza. Ma è nel 751 d.C., dopo la battaglia di Talas, che il segreto della sua produzione passa al mondo islamico: centri come Samarcanda e Baghdad iniziarono a produrre una carta di canapa e lino di qualità immensamente superiore al fragile papiro egizio.
Mentre in India, dal 1105 d.C., la canapa veniva scelta per i manoscritti religiosi perché resistente agli insetti e al deterioramento, nell'Europa medievale diventava lo standard assoluto. Senza la canapa, non avremmo avuto la rivoluzione della stampa: la Bibbia di Gutenberg, il primo libro stampato in massa, è stata impressa proprio su queste fibre. Persino le bozze della Costituzione degli Stati Uniti sono nate su carta di canapa.
A differenza della carta moderna prodotta dal legno, la canapa è ricca di cellulosa pura e povera di lignina. È proprio la lignina la responsabile dell'ingiallimento e dello sbriciolamento dei fogli che conosciamo oggi. La carta di canapa rimane bianca e intatta per secoli, rendendola il supporto perfetto per conservare la memoria storica.
Oggi noi di Hempsquare guardiamo a questa storia con un obiettivo preciso: riportare la consapevolezza sulle proprietà straordinarie di questa pianta. Conoscere la qualità che ha permesso di conservare la Costituzione o la Bibbia ci aiuta a capire che la canapa non è solo una scelta ecologica per il futuro, ma una garanzia di eccellenza che l'umanità ha utilizzato con successo per millenni.